domenica 31 gennaio 2010

five dabiù




Le “Five dabliù” sono le cinque linee guida del giornalismo. Le regole d’oro, le informazioni che il lettore deve apprendere scorrendo le prime tre righe dell’articolo che si appresta a leggere. Ho deciso di usare questa stringata batteria di domande – alle quali in genere si risponde implicitamente – per intervistare artisti, personaggi noti e anonimi, per costringere bonariamente i miei interlocutori ad una brevità che riveli qualcosa di loro. 


Ettore Frani

nasce a Termoli il 26 Agosto 1978.
Vive e lavora tra Roma e Bologna.
Per Frani la pittura comporta l’utilizzo della classica tavola e di superfici laccate (MDF) in dimensioni variabili.  Egli cataloga la sua frutta marcita per la malattia che ne ha infettato le forme. L’assenza del colore la trasforma così in metonimia. Il fondo nero, d’olio e sedimenti polverosi, scontorna i soggetti ed è l’entità immateriale che li divora. La camera oscura, nella quale la radiazione luminosa appare e scompare come dal cono di un riflettore, è la teca dello “ieros”; il sacro che esplora la natura delle cose e le emulsiona su un dagherrotipo immaginario.

  
Radure:
Il paesaggio è velato da una coltre di foschia. Non si tratta di bruma ma di un’afa sensoriale. Il non colore è un viraggio corrotto, che lascia affiorare la similitudine con dagherrotipi nei quali è riemerso il nitrato d’argento. Il ricordo di una brezza piega i ciuffi d’erica; ma è pura evocazione. In realtà regna un’assoluta immobilità rappresentativa. Le predelle in dittico aggiungono al “quadro” una denotazione lirica e astratta.
anita t. giuga



WHO

La data anagrafica non può avere qui alcun valore. Il nome e l’anno nominano falsamente l’esistente.
Vivere non basta per essere e solo l’incontro con la pittura ha permesso l’avvento di un”chi”.
Questo che io sono, dipinge e viene incessantemente dipinto.
crea distruggendo e immancabilmente viene creato e distrutto.
Dipingere è bruciare.
È sacrificare.
È pregare.
È pretendere e mai sentirsi occupanti in casa propria.


WHERE

Dove sono quando dipingo?
Si dipinge ovunque. Con il pensiero, con gli occhi, con le mani sgombre dai pennelli.
Ora vivo a Bologna, ma il luogo reale dove calca forsennato il piede è sempre altrove.
Si sta delle volte come il nocciolo nella polpa del frutto, purché si riesca a mantenere una fessura verso l’esterno.
Non si fa altro dopotutto, che tenere assieme due mondi.
Il movimento incessante è il luogo.


WHAT

Questo non è un mestiere. Non è una passione. Non è e non può essere professione. Non ci sono orari di lavoro, né pause domenicali. Non si esce per le ferie.
L’urgenza è tutto. Se questa viene a mancare bisogna saper tacere.

WHEN

E quando si è “costretti”, “chiamati”, il tempo assume allora altri ritmi. Altri odori.
Non esiste nessun quando, ma solo ossessivamente… ora. Adesso.


WHY

Si dipinge perché non si è e si vuole essere.
Perché la mancanza è troppo grande da sostenere.
Perché quello che si sente è più reale di ciò che si vede.
Perché vivere le ore del giorno non basta.
Perché bisogna trovare il modo di amare la vita se non la si sopporta.
Perché bisogna che ognuno saluti e conosca la propria solitudine.

anita tania giuga


giovedì 21 gennaio 2010

Sud, Est, Ovest: Barna, Anastasio e Diliberto. Inaugurazione: martedì 26 gennaio ore 19.30,Galleria Credito Siciliano Acireale (CT)


Sud, Est, Ovest
Barna, Anastasio e Diliberto

Inaugurazione: martedì 26 gennaio ore 19.30
Galleria Credito Siciliano
Per la fine di gennaio 2010 verrà allestita nelle sale espositive del Credito Siciliano di Acireale la mostra
SUD EST OVEST

dedicata al lavoro di tre artisti siciliani: Gianfranco Anastasio, Cosimo Barna, Emanuele Diliberto.
Il titolo della mostra rispecchia i luoghi di provenienza e di lavoro dei tre artisti: Gianfranco Anastasio, che
lavora a Messina (Est), Emanuele Diliberto, operativo a Palermo (Ovest) e Cosimo Barna, attivo a Sciacca
(Sud), e ovviamente fa riferimento alla forma triangolare della Sicilia, che in questo modo viene “osservata”
dai suoi vertici, in quelle che possono essere analogie e differenze operative.
Di fatto, l’intenzione del curatore Marco Meneguzzo è quella di evidenziare come il tessuto culturale dell’isola
abbia prodotto e sappia produrre eccellenze artistiche e linguistiche al pari di ogni altro luogo di produzione
culturale nazionale, e al contempo di indagare se esistano peculiarità insite nel tessuto siciliano: di fatto, due
dei tre artisti – Diliberto e Barna – hanno maturato anche importanti esperienze fuori della Sicilia, in campo
nazionale e internazionale, ma hanno poi deciso di ritornare, mentre il terzo – Anastasio – per la sua pittura
ha trovato da subito un proprio “luogo interiore” nell’isola.
Tutti appartenenti alla cosiddetta “generazione di mezzo”, con qualche decennio di lavoro alle spalle, e tutti
interessati alle possibilità di declinare i modi dell’astrattismo in una maniera contemporanea, questi artisti
mostrano tre possibili anime sia della cultura siciliana, sia del linguaggio dell’astrazione.
In mostra saranno esposti molti lavori dell’ultima produzione di ognuno, assieme a una scelta selezione di
lavori appartenenti a periodi precedenti, tanto da poter parlare per ciascuno di essi di una vera e propria
piccola antologica. Antologica confermata da una “stanza della memoria”, che raccoglierà oggetti
d’affezione, memorie, ricordi, pensieri personali di ciascuno dei tre, in un accrochage suggestivo che
mostrerà il “materiale grezzo” da cui nasce il lavoro dell’artista.
Tre postazioni video con un’intervista-racconto di ciascuno, dislocate nelle sale espositive,
accompagneranno lo spettatore alla scoperta delle ragioni intime della creazione artistica.
Il catalogo, riccamente illustrato, conterrà un saggio critico del curatore Marco Meneguzzo, e tre interviste
agli artisti a cura di Anita T. Giuga.


Mostra prodotta e organizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese.
A cura di Marco Meneguzzo.

Sede: Galleria Credito Siciliano, Piazza Duomo 12, Acireale (CT)

Inaugurazione: martedì 26 gennaio, ore 19.30
Galleria Credito Siciliano

Durata mostra: 27 gennaio - 28 marzo 2010

Orari di apertura: da martedì a domenica
dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 20.00
chiuso lunedì chiuso 11, 13, 14 e 16 febbraio

Ingresso: libero

Informazioni al pubblico: Galleria Credito Siciliano
Tel. +39 095.600.208 / 0957.113.517
E-mail galleriearte@creval.it
Informazioni sulla mostra
e sui workshop: Coordinatore area Sicilia
Filippo Licata
tel.: 095.600.280
E-mail licata.filippo@creval.it
Ufficio stampa: Studio Esseci - Sergio Campagnolo
tel. 049.663.499
info@studioesseci.net