lunedì 4 luglio 2011

Engrammi: La svalutazione del critico d'arte

Engrammi: La svalutazione del critico d'arte: "Riporto dei passi dall'articolo della critica ed estetologa Anita Tania Giuga ( Italia, il paradiso perduto dell'arte ) che, amaramente, ra..."

1 commento:

  1. un brano di Settis dalla pg. 83 di Paesaggio Costituzione cemento:

    Secondo le stime dell'Unesco, l'Italia possiede [fra il 60% e il 70% dei beni culturali mondiali secondo Eurispes, il 55-60% secondo Andrea Marcucci, sottosegretario, la maggior parte secondo Sandro Bondi, il 72% del patrimonio europeo e il 50% di quello mondiale secondo Silvio Berlusconi].
    Affermazioni come queste si rincorrono dai discorsi e interviste dei politici a Facebook, al blog di Beppe Grillo. Le percentuali cambiano sempre (i più modesti si accontentano del 40%), ma sono ritenute talmente solide e attendibili (sotto l'usbergo dei 'dati Unesco') che le Regioni entrano in lizza fra loro: in questa Italia dei primati, ci saranno più beni culturali in Sicilia o in Toscana? […] avremo un bel risultato: l'Italia da sola supera di gran lunga il 100% dei beni culturali del pianeta. Intorno a noi, il deserto.
    Tali dati […] sono anche dimostrazioni, davvero desolanti, di irresponsabile superficialità e approssimazione. Tutti citano a memoria, pochi sembrano accorgersi che la percentuale varia di bocca in bocca come accade nei pettegolezzi, non nelle statistiche. Quasi nessuno dice che questi dati sono inesistenti, che non c'è mai stata un'indagine svolta dall'Unesco che abbia quantificato il patrimonio culturale del pianeta, assegnando a ogni Paese la propria quota percentuale. L'Italia svetta, è vero, in cima alle classifiche per il numero di furti d'arte e d'archeologia, ma non è poi un dato tanto lusinghiero. Siamo i primi anche nella lista dei siti Unesco, ma i 44 siti italiani (su 890) corrispondono solo al 4,9% (la Spagna segue a un'incollatura).

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